4.5.13

Che non ci sono poteri buoni

Geniali dilettanti in selvaggia parata, ragioni personali, una questione privata.


A questo siamo arrivati.
In verità, non oggi ma sin dalla nascita della nostra 'Costituzione più bella del mondo'.
A questo si doveva arrivare. A guardarsi indietro e vedere in Mussolini un dilettante, che dovette pagare il prezzo di essere ricordato come uno che aveva negato, eliminandola, ogni forma di dissenso. Mentre la Repubblica democratica si sarebbe ingegnata per concepire qualcosa di ancor più mortificante per la dignità umana: il dissenso moderato, il fascismo pacifista. Dove la violenza è prima ammessa a fondazione e mantenimento dello status quo ante, per poi scomparire tra i principi costitutivi di quest'ultimo. Dove stabiliscono 'loro' cosa sia violenza, cosa potere, diritto e dovere.
Cosa o chi siano Portella della Ginestra, piazza Fontana, Giorgiana Masi, Francesco Lorusso, eccetera, eccetera...  

2 commenti:

orazio ha detto...

"Corsi e ricorsi" di Giambattista Vico:
Violenza-Dittatura-Violenza (Resistenza)-Stato Democratico (Dittatura democratica)-Anestetizzati tutti.

Anonimo ha detto...

Non male come schema! Mi ricorda un po' il rigore logico del celeberrimo "produci-consuma-crepa" evocato dal buon Lindo Ferretti. Che poi il suddetto abbia fatto la fine che ha fatto (nel senso di Ratzinger, più che dell'ascetismo de noantri) è un altro discorso... Ma forse sbagliammo più noi, eterni orfani d'autorevolezza paterna, a mitizzarlo.

Sor Vilco che vuole ricordarlo così...
http://www.youtube.com/watch?v=v-JVYaSakKo