8.11.11

Professore, non le dico...

Che grazia ci fanno i dottori, i medici, i baroni, nel concederci un obolo del loro costoso, impagabile tempo! Sia la nostra dimostrabile malattia, risibile ipocondria, compatibile solitudine, essi ti fanno esistere nelle loro asciutte, lustre cornee cliniche, nel loro ermetismo grafico di iniziati. Ti congedano con in tasca quella minima ma inoppugnabile prova scientifica della tua tenace presenza in vita, se non della tua esistenza. Quel poco prezioso che basta alla riconoscenza dei tuoi giorni perché si possa morire, in serenità; così come dedicarsi a vivere, in rassegnazione.

7.11.11

Santo subito

"Accusare qualcuno di omicidio, qui, è come fare multe per eccesso di velocità ad Indianapolis."

Parata rombante per il caduto Simoncelli al sapor roboante di funerali di Stato per i suoi caduti esportatori di democrazia. Dinanzi a cotanto spettacolo di commovenza, capisco finalmente perché si continua a correre, come a combattere: l'uomo ha talvolta bisogno di piangere, senza vergognarsene.

6.11.11

LA MORTE DELLA POESIA

Fare poesia non è scrivere versi.
Non più di quanto nascere 
sia iniziare a vivere; morire, finire.
Non bastano, né forse aiutano,
la metrica o la filosofia: rime ed aforismi, 
come i tramonti, si incontrano sempre,
senza volervi né fermarli.
Fare poesia, è prepararsi alla morte 
non lasciandosi già morire,
d'ogni morte quotidiana 
che imita, patetica e giudiziosa,
quella morte che attende calma, nascosta, lontana.
Fare poesia è urlare, ma non scappare.



5.11.11

PERCHE' I SOLDATI

"Flashing for the warriors whose strength is not to fight"

I soldati, perché vanno?
Perché sono sempre andati?
Perché dell'innocente terrore
che ancora e ancora li fa andare
resta solo un colpevole orrore
che in questi occhi più non può sanguinare?


4.11.11

I PRIMI MINUTI

I primi minuti, negli incontri...
Quando tutto nasce: tutto, o niente.
Ciò che segue, che resta 

e spesso rimane, non è che affezione: 
nel gelo d'ogni vita, un soffio di calore.
Ma non comprende, non accetta,

capisce o finge, la massa dei mai soli, 
dei soli affezionati.
Crudele, come ogni vita dolente,
schernisce, e giudica, e lapida.