1.8.07

Mi dispiace, ma io so' io...


Nel micidiale connubio di incompetenza e mascalzonaggine che contraddistingue l'attuale classe dirigente italiana, le questioni per così dire sostanziali sono ormai una battaglia persa per molti cittadini. Restano, forse, solo quelle formali, squisitamente istituzionali. Da scolastica pura.
E l'ennesima sberla a voi che "non siete un cazzo", per dirla col Marchese del Grillo, è arrivata non con la defenestrazione a calci nel culo - come si converrebbe ad una società minimamente civile - bensì con le sdegnate, ferite dimissioni di uno dei pupazzi di paglia preferiti dal Venditore di tappeti. Tralasciando, per residuo amor proprio verso la nostra bile, l'onda polemica cavalcata senza vergogna alcuna dai suoi complici parlamentari. Nonchè l'avvilente dato secondo cui una cricca di pregiudicati più alta, in termini percentuali, di quella che affligge il quartiere Scampia a Napoli, continuano a tenerla a libro paga, in molti casi vitalizia, quelli che "non sono un cazzo".



31.7.07

Come nei film di Antonioni...


"... Poi quell'altra cosa. Quella che va de moda oggi.. l'alienazione.
Come nei film d'Antonioni. L'hai visto L'eclisse? Io c'ho dormito, 'na bella pennichella.
Bel regista Antonioni.. c'ha un Flaminia Zagato...
Una volta sulla fettuccia de Terracina, m'ha fatto allungà er collo!"

28.7.07

Gattoo!!

- Ma lei come si chiama, scusi?
- Gildo Morelli, perchè?
- Perchè lei qui ha firmato Gatto!
- Aaaahhh!! Gatto! Neroo.. riccio!!



Gli sperticati elogi dell'organo consolatorio/ricattatorio femminile più celebrato sulle recenti pagine dell'esimio collega Cirello mi spingono, in un umido risveglio di dolenti erezioni, ad una lettera aperta.
Nella quale proverò a ribattere ad ovvietà con ovvietà.

Comprendo l'ineluttabilità della sempre più ingombrante - specie in questa rovente stagione di disinvolti ombelichi e spericolati perizoma - ditattura ciucciocentrica (per i non autoctoni delle gentili terre d'Abruzzo, neologismo di cui rivendico gelosamente il conio: composto da ciucc' + centrismo, nda) - pure per i raffinati "strumenti" culturali del sempre vivace intelletto cirelliano, nonchè degli acuti avventori del suo caffè letterario.
Ma, e vengo al punto (lasciandovi alla contemplazione d'alluci e natiche birichine sulle sterminate coste patrie), sulle virtù di quella mitologica insenatura ci si sofferma sempre con piacere (e vorrei vedere, mi direte voi..) ma sullo schiavismo, ahimè spesso inconscio, in cui versa buona parte della bonaria fauna maschile ( "e buono tre volte vuol dire minchione")?
Iniquo dazio, direi, per spesso prescindibili incursioni nei suddetti oscuri antri.

25.7.07

.. E la sensualità delle vite disperate


" Anche se un marito vivesse duecento maledetti anni, non scoprirebbe mai la vera natura di sua moglie. Potrei anche... Potrei anche arrivare a capire l'universo, ma non riuscirò mai a scoprire la verità su di te, mai. "

22.7.07

Ah, che bellu ccafè...


Antonio ha 39 anni. Viene da Napoli. Folti capelli neri venati di grigio, rigorosa scriminatura impiegatizia - anche se, come precisa, lui è un perito elettrotecnico -. Quasi commovente mentre si asciuga, con gualciti tovagliolini, il sudore che gli riga le guance paffute, ipnotizzato dal tremolio d'asfalto nel desolato piazzale del call center. Nei suoi occhi lo stesso rapimento del bambino ciccione di Io speriamo che me la cavo davanti alle briosce contrabbandate dallo scaltro bidello della Deàmicis.
Poi un giorno, durante una cronometro di pausa caffè in cui la tribù interinale discorre/millanta amabilmente di "sostanze", il velo opaco dietro alle sue lenti fieramente démodé pare dissolversi. Decide di eleggermi a confidente delle sue prime parole spontanee, chiedendomi circospetto se ho sentito nominare Gomorra. Lui si illumina ed io vinco un biglietto di sola andata nei suoi ricordi.
Col consumato distacco d'un infiltrato dell'antidroga, Antonio inizia a raccontare di organizzazioni, affiliati e del presidio paramilitare creato nei loro regni .
' Sembra Cuba. Puoi girare tranquillo che non ti succede niente, ma tranquillo pure che sanno di ogni movimento che fai. ' Lo sento fare nomi ma soprattutto soprannomi che popolavano il libro. Dice che Saviano è stato un grande perchè ha urlato quello che da sempre
, in quelle terre, tutti sapevano, tutti vivevano. Ma che non avevano il coraggio, la forza o anche solo le parole per dire.
Ricorda chiazze di sangue sull'asfalto, buchi di proiettile nelle vetrine, con lo stesso flemmatico, affannato sussurro di quando, con una smorfia schifata, sentenzia che ' sta purcata di cafè, a Napoli non se la bevono manco i carcerati! '

Ed in quella rassegnata quotidianità del suo tono, quella familiarità con il cuore nero degli uomini, credo di vedere
la banalità del male di Hanna Arendt.
Insieme con un'umanità che mai infiammerà la retorica civile mia, nostra e di chiunque non sarà mai altro che spettatore.
I
ndignato, partecipe, coraggioso, forse, ma pur sempre spettatore.