13.7.15

Magna magna Grecia. (Ovvero, nun c’è trippa pel compagno Trippas!)

Niente di nuovo sotto il sole – di un’alba che si profila, ahimè, sempre più dorata… Concluso l’ennesimo atto da tragediografi dell’ultima ora. Non credo serva aspettare ulteriori Godot ex machina onde poter concludere che, come ci van ripetendo dall’età di Pericle in poi, le bugie dei padri (della Patria e dell’Europa) finiscono sempre in culo ai figli (dei referendum e della moneta unica), per quanto questi ultimi stringano in extremis le loro implumi chiappette.   
Non mi resta che prendere idealmente sottobraccio i cugini Achei (sulla via del tramonto è meglio sorreggersi a vicenda), stirpe che nel mio piccolo vorrei pure rassicurare… Il 730 l’ho consegnato in tempo, miei cari! Dunque, per oggi, non dovrebbe mancarvi il pane – sempreché quei cravattari nordici siano satolli come pare…  

12.1.15

Noi terroristi

Ho preferito questo titolo-citazione da un Giorgio Bocca d'annata, ad un più brillante – almeno, in superficie Siamo tutti Kouachi; per la banale ragione che, benché misconosciuto o snobbato, questo mio spazio rimane pubblico. Dunque perseguibile per Legge – di Dio e dell’uomo. Oh, niente da dire! Forte la libertà di opinione! Ma io, senza la mia paura, non mi fido affatto!
Parto dalla coda, anzi, dal fondoschiena, della vicenda che ci sta intrattenendo e distraendo in questi ultimi giorni. Ossia dalla nota notizia per cui la dux di certe destrorse canaglie alla ribalta (tra l’altro, dov'erano quei milioni di manifestanti parigini, mentre la Le Pen andava ritagliandosi il ruolo in cui si crogiola adesso?) reclama, con più scaltrezza e meno ipocrisia di altri, un'adunata alle urne per la reintroduzione della pena di morte – articolo della legge del Taglione che, del resto, alla democratica, antifascista, resistente Francia, era familiare sino all’altro ieri. Che dire… tastare, a riguardo, il polso dei moderni sudditi (per poi, magari, armargli il braccio) è al tempo stesso una mascalzonata ed un mirabile calcolo elettorale. Io, non aggiungo niente di nuovo, in questo senso. Solo, controproporrei, già che ci sono, un referendum sulla pena di vita. Perché, da carogne quali siam tutti (a tassi variabili, per carità! Evviva la diversità!), non è mai facile vivere – per quanto ci s’impegni a rendere sempre più difficile la vita al prossimo.      

Proseguo ringraziando il popolo di Francia per la sua bella iniziativa dell’altro giorno. Mi ha ridato, infatti, una (effimera?) voglia di scrivere qualcosa qui, qualcosa che non sia soltanto memorandum privatissimo ma pure, fuor di retorica da catechesi, condivisione. E mi ha ridato inoltre una voglia (sfrenata, a tratti) di tenermi stretta la mia tanto bistrattata cittadinanza italiana. Sì, l’Italia… quella omertosa del Fascismo, della Mafia o della Dc (e scusate la ripetizione!)… quella isterica e vanesia degli intellettualini di regime… quella prona dei Prodi e dei Monti… quella arrivista e ciarlatana dei Silvio e dei Matteo Un Paese dove non ci si sarebbe mai mobilitati in milioni per un attentato; un Paese dove, di fatto, non ci si è mai mobilitati in milioni per gli attentati (ai milanesi del 12 dicembre o ai bolognesi del 2 agosto, sarebbe bastato un cantuccio di quel centro di Parigi ammirato ieri a reti unificate)… Un Paese indifferente, e dunque, per una volta, insospettabilmente più civile di un altro sempre preso a modello, in quell'oltralpe dove ci si dà appuntamento per sbandierare un tricolore ed un’identità comuni, fingendo o sforzandosi di non vedere il sangue ‘democratico’ che sbrodola giù, per i rivoli della Storia moderna, fin dal 1789. Ma, in fondo, che gliene importa a questi esemplari gruppetti di parenti e amici? Perché rinunciare ad una tonificante passeggiatina per le vie di una delle città più care al mondo e del mondo? Perché starsene in casa a leggere, studiare, cercare di capire? Alla ricerca del tempo perduto, sprecato… alla ricerca di un'etimologia maggiormente compiuta e onesta di Stato e Religione, due delle più longeve, robuste, efficienti forme di istituzionalizzazione della porzione variabile di Male che fa marcire l’anima d'ogni essere umano? Perché non testimoniare così, in aureo silenzio e pudico raccoglimento, il valore della vita – di ogni essere, non solo umano… ma questo, a chi frega?! Perché non coltivare il dubbio, il sospetto sano – che è ben altro dalla febbre complottista –, senza smania di darsi, o farsi dare, risposte? Per tanti motivi… ognuno si trovi pure quelli a sé più vicini. Tra questi, ne suggerirei timidamente uno Perché essere tutti Charlie Hebdo per un giorno, non dispensa, ahimè, dall’essere altro per il resto dei propri giorni. Non basta mica una militanza da villeggianti, per arrestare la marcescenza ch’è in noi. Noi terroristi

21.7.14

SENZA FINE


E' morto, impazzito. 
Come un matematico,
come uno scacchista:
calcolando distanze,  
ripetendo mosse...
Senza fine. 


A Emanuel Carnevali,
morto di miseria - sua e altrui.

17.7.14

IL POETA, L'ASCETA

Un poeta, oggi, 
non può esser che un asceta.
Vivere d'aria,
così da non implorare 
il prossimo suo per il pane 
o tiranneggiarlo per il vino.

Un poeta, oggi,
in questo mondo che par ineluttabile, 
in questo tempo che par immobile,
non può che farsi da parte.
Per cantare la sofferenza,
la speranza, l'assenza
d'ogni uomo, ogni bestia, ogni cosa...
senza aggiungervi una sola nota. 

6.4.14

Casi di coscienza e coscienze a caso

... Lo sapevate? Sapevatelo! Mangiarsi animali (uomo escluso) non fa male. Neppure a 'sti animali mangiati, pare! Ben lieti, a ben guardare, di nutrire noi faraoni della piramide alimentare. Essì, un recente – nonché sedicente – studio accorre a scongiurare eventuali turbamenti morali correlati alla più gagliarda, virile, gratificante delle pratiche gastronomiche. Chi si astiene dalla carne – ce lo assicura il fior fiore della scienza asburgica! – rischierebbe tumori ed infarti. Chi la gradisce, invece, non rischia niente: come noto, infatti, i più assidui frequentatori di macellai per i macelli non ci passano mai.