7.5.13

Ma io lascio che le cose passino e mi sfiorino...

Se ne va il Divo. 
Ci sarà da fidarsi? Cadesse in prescrizione pure la dipartita!
E intanto Silvio si tocca (o, piuttosto, si fa toccare).


4.5.13

Che non ci sono poteri buoni

Geniali dilettanti in selvaggia parata, ragioni personali, una questione privata.


A questo siamo arrivati.
In verità, non oggi ma sin dalla nascita della nostra 'Costituzione più bella del mondo'.
A questo si doveva arrivare. A guardarsi indietro e vedere in Mussolini un dilettante, che dovette pagare il prezzo di essere ricordato come uno che aveva negato, eliminandola, ogni forma di dissenso. Mentre la Repubblica democratica si sarebbe ingegnata per concepire qualcosa di ancor più mortificante per la dignità umana: il dissenso moderato, il fascismo pacifista. Dove la violenza è prima ammessa a fondazione e mantenimento dello status quo ante, per poi scomparire tra i principi costitutivi di quest'ultimo. Dove stabiliscono 'loro' cosa sia violenza, cosa potere, diritto e dovere.
Cosa o chi siano Portella della Ginestra, piazza Fontana, Giorgiana Masi, Francesco Lorusso, eccetera, eccetera...  

2.5.13

LA SCHIZOFRENIA DEL POTERE

Quando inizierai a capire la differenza tra quello che si pensa e quello che si dice?


Come una psiche sola
possa arrivare a contenere
l'ambizione ad esser riveriti
e, insieme, la dedizione al riverire
così, armonicamente, senza mai impazzire.

28.4.13

Pensieri e parole possono cambiare il mondo, o crearlo.

Quanto mi manchi, Gian Maria... Quanto mi manca il tuo coraggio, quel tuo non avvertire, apparentemente, la nostra comune, volgare paura quotidiana. O comunque non cedere ai suoi ricatti. E chissà quanto devi mancare ai tanti compagni. Che possano tornare a meritare la tua memoria. E tu, dovunque ti trovi, a guardarli senza vergognartene.

26.4.13

Marx è morto

L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto


"E bravo Beppe, che ha reso l'Italia ingovernabile... da un B. senza l'altro. Ora non gli resta che darsi la mano, sfidandoci così a distinguerli."
Con queste parole, due mesi esatti fa, commentavo il risultato elettorale delle ultime politiche. Ripropongo quanto già scritto non (solo) per un patologico cortocircuito di autoreferenzialità vanagloriosa, bensì per precisare (a beneficio di chi, sinceramente non saprei) la ragione prima del mio voto ai grillini, 5 stelle, ortotteri o cittadini che dir preferiate. Del programma me ne fregava e continua a fregarmene molto meno che della storica possibilità di mettere la sedicente Sinistra non certo di fronte alle proprie reponsabilità (bella parola, Bersani! L'avevi scelta per la resa fonetica?) ma, piuttosto, di fronte al proprio elettorato. Alla parte onesta e non conventicolare che, non fosse altro che per quei due o tre che conosco personalmente, credo esista ancora; ed alla quale suggerirei, timidamente, un bell'esame di coscienza da accompagnarsi ai tanto puntuali quanto, ossimoricamente, tardivi crucifige. L'ho detto e lo ripeto (portate pazienza, con un simile insediamento alle porte ed un presidente Arieccolo sulle spalle, uno deve pur sfogarsi): per quanto mi riguarda, darei il mio intero reddito di cittadinanza per vederli tutti in galera. Ladri e mafiosi (odiosi, per quanto demodé sia), insieme con i loro pali e tirapiedi (patetici, per quanto poco consolatorio).