8.1.11

"Ma allora danzavano lungo le strade leggeri come piume, e io arrancavo loro appresso come ho fatto tutta la mia vita con la gente che mi interessa..."


Non ho mai saputo come vestirmi, in determinate circostanze. Non sono generalmente a mio agio nei miei vestiti perchè sono tra i segni più evidenti ed invadenti di una personalità che non sa scegliere, o le cui scelte continuano a sfuggirmi. 
Ma per quanto riguarda gli incontri con persone che davvero mi piacevano, sia uomini sia donne, sia eroticamente sia meno pericolosamente, non ho mai saputo come vestirmi perchè incapace di prevedere come si sarebbe vestito l'altro, e dunque nell'impossibilità di estendere anche al mio aspetto quel processo di identificazione che inevitabilmente accompagna la fascinazione per qualcuno. 
Con alcune persone ormai conosciute va meglio, perchè ho imparato a prevedere, ma in un primo incontro l'errore è in agguato, 
come la voglia di correre via per cambiarsi: a volte non solo i vestiti.

6.1.11

Come le ore fatali della domenica, tra la tarda mattinata e il dopopranzo, che giungono immobili come una condanna: 
ore pallide, livide come volti, ore intrise di solitudine di stanze o vie vuote, di pena di binari o autostrade. 
Su noi, lì, allora, nulla potevano: non eravamo loro, noi che partivamo per le montagne della tua infanzia, passando per una città morta come milioni di altre, per carrozzini e supermercati e auto in doppia fila che arrancavano mendicando un senso al loro essere lì. 
Noi che attraversavamo il mondo senza essere di quel mondo, senza essere quel mondo.

5.1.11

SCRIVERE

Perchè restano solo i ricordi, delle cose.
E a volte neanche quelli.
Scrivere, allora, per farli restare.
Farli restare ricordi, illusione di eterno che ci lascia vivi.

4.1.11

"He used  to do surgery
for girls in the eighties 
but gravity always wins"

2.1.11

VIA

Lei si congedò in fretta. Non gli dispiacque: sentiva di dover correre a masturbarsi.
Pur sapendo che quell'oblio carnale sarebbe passato rapido: più dell'ultimo sguardo lontano di lei.
E sarebbe arrivata, sarebbe tornata la solitudine. E forse, poi, anche il dolore.
Con la consapevolezza che nel dolore, nel suo dolore, non c'era purezza, non c'era redenzione.
Nel dolore c'era solo dolore.