25.4.10

Ballata delle madri
 
Mi domando che madri avete avuto.
Madri vili, con nel viso il timore
antico, quello che come un male
deforma i lineamenti in un biancore
che li annebbia, li allontana dal cuore,
li chiude nel vecchio rifiuto morale.
Madri vili, poverine, preoccupate
che i figli conoscano la viltà
per chiedere un posto, per essere pratici,
per non offendere anime privilegiate,
per difendersi da ogni pietà.
Madri mediocri, che hanno imparato
con umiltà di bambine, di noi,
un unico, nudo significato,
con anime in cui il mondo è dannato
a non dare né dolore né gioia.
Madri mediocri, che non hanno avuto
per voi mai una parola d’amore,
se non d’un amore sordidamente muto
di bestia, e in esso v'hanno cresciuto,
impotenti ai reali richiami del cuore.
Madri servili, abituate da secoli
a chinare senza amore la testa,
a trasmettere al loro feto
l’antico, vergognoso segreto
d’accontentarsi dei resti della festa.
Madri servili, che vi hanno insegnato
come il servo può essere felice
odiando chi è, come lui, legato,
come può essere, tradendo, beato,
e sicuro, facendo ciò che non dice.
Madri feroci, intente a difendere
quel poco che, borghesi, possiedono,
la normalità e lo stipendio,
quasi con rabbia di chi si vendichi
o sia stretto da un assurdo assedio.
Madri feroci, che vi hanno detto:
Sopravvivete! Pensate a voi!
Non provate mai pietà o rispetto
per nessuno, covate nel petto
la vostra integrità di avvoltoi!
Ecco, vili, mediocri, servi,
feroci, le vostre povere madri!
Che non hanno vergogna a sapervi
– nel vostro odio – addirittura superbi,
se non è questa che una valle di lacrime.

È così che vi appartiene questo mondo:
fatti fratelli nelle opposte passioni,
o le patrie nemiche, dal rifiuto profondo
a essere diversi: a rispondere
del selvaggio dolore di esser uomini.


Pier Paolo Pasolini

24.4.10

SOLDATI DI PASTIS

Amaro freddo strisciante:
un sorso, ancora.

Nebbia di Lete.

Si frangono
in volo
quei padri mai
nati.

22.4.10

IL TUO RESPIRO

Il tuo respiro

sussurro,
singhiozzo,
sospiro


Il tuo respiro

parola che
non dici bene

tra ieri che non torna
e domani che non viene.



A L.
che non ho aspettato

19.4.10

Casse-pipe

Si fermò un attimo per suggerire a Dio di continuare a farsi i fatti suoi.

Canzone del Padre - Fabrizio De Andrè


Per alcune organizzazioni i bambini sono soldati, per altre operai, per altre ancora puttane - o, se preferite, fori di evacuazione: eufemismo linguisticamente più creativo di oggetto di molestie, direi.

Personalmente non lo trovo bello, ma nemmeno strano. Il male fa parte di noi, da sempre.
Le civiltà, per quanto progredite, possono istituire correttivi e argini alla bestia che è nell'uomo, ma per ucciderla si dovrebbe uccidere l'uomo, che la porta in sé - un'Arancia a orologeria docet; come un certo Pascal, che pure credeva alla vergine Maria (a differenza del soldato Joker...)

Mi pare quindi logico che un'organizzazione, Chiesa Cattolica, Sacra Corona Unita o Nike Corporation, faccia tutto quanto è in proprio potere per preservarsi e rafforzarsi. Gli amministratori di una società agiscono nell'interesse dei suoi azionisti - ricordava il mio prof. di diritto commerciale - non degli utenti, dei dipendenti o del loro habitat di appartenenza. Socialismo utopistico con cui quel Carlo Marx liquidò certi "economisti evangelici" era una lezioncina che proprio non ci è entrata in testa, pare.

Venendo ai crimini vaticani ed alla necessaria rete di copertura, quello che ancora non digerisco sono le aggiuntive, spontanee elargizioni di impunità offerte non dai dipendenti dell'organizzazione ma dai volontari: i cosiddetti credenti, il popolo di Dio che continua giudizioso ad andare a ripetizioni di cosmogonia ex cathedra (pardon, ex pulpito) facendo solerte quadrato intorno al Male che si pronuncia Bene nella lingua del loro latitante Signore.


Ma forse era stanco forse troppo lontano
davvero lo nominai invano

15.4.10

LINEE, OMBRE

Madri muoiono.

Nascono uomini,
Muoiono bambini

?