12.3.10

L'Italia che non si spaventa

"Meglio a voi che a me."

Full Metal Jacket


Quando ero bambino, se domani non si andava a scuola era di solito una gioia.
Non immaginerò mai cosa significhi non andarci perché si va via per sempre.
Provo a immaginare, invece, come sarebbe andarsene per sempre perché non si ha un lavoro regolare, o non regolarizzato.
Italia: abitanti...

10.3.10

LA MORTE DOPO LA MORTE

Gli assistenti sono due: Adamo ed Eva li chiamò
Buffo, e triste - un clown
essere assistenti con nessuno da assistere:
non un trascendente professore, immune a certi patimenti di poca cosa
non uno studente, ineluttabile alla sua poca cosa

E ineluttabile mi appare l'ossuta ferocia dei due.
Mi lasciassero rifugiare nel Padre
gli ricorderei quella di tutte brame carca.
Ma il Nominante non si nomina:
per poca cosa di noi tutti?
Nominato, il Padre 'Lo sa Dio, Primo Amore.'

9.3.10

PRIMO AMORE

Non una parola, la prego!
Si lasci immaginare,
mi lasci illudere.
Abiti questo sogno
immeritato.

5.3.10

Poveri voi, senza coscienza

Perché mi mancherà il pompiere Umberto Giardini.
Si battezza Moltheni dal nome di una farmacia - milanese, a rincarare la dose.
Angelo del nostro tempo, compie quel percorso iniziatico dall'onanismo provinciale alle tiepide tette bolognesi alla fica gelida milanese.
Si porta sul palco, ben prima che ci incrociasse le distorte chitarre il guru Canali, uno sconosciuto barista di Ferrara: tal Vasco Brondi.
Scrive canzoni come chi davvero ne ha bisogno. E per chi davvero ne ha bisogno.
Spero davvero non smetta.

Nell'abbondanza piange la mia generazione
...
Che sia una risata che li seppellirà.

2.3.10

Stay tuned!

Siamo tutti conformisti travestiti da ribelli

Marco Masini - Vaffanculo


In inglese per indicare uno fuori da si dice off - come ci ricorda una fragrante Jennifer Beals ('You Flashdance?') insidiata dall'ego di Moretti.
L'altra sera ad Annozero, mio irriducibile vizietto catodico, anche un non-stupido come Scurati si è andato ad impantanare in un luogo comune che a noantri de sinistra ce piace sempre: nei mitici Sixties ci si drogava sì, ma in modalità off, anti-conformista; o, se volete, autenticamente anticonformista, a differenza della proto-stupida falsezza di quello sdentato vampiro del Morgan Castoldi.
Insomma, farsi ma per allargare le porte della percezione - come citava diligente quella stropicciata "regista" spuntata poi -
e non per impersonare cartonati contestatori fagocitati e disinnescati sul nascere dal Sistema, contro cui avevano sventolato reggipetti e joints.
Ferma restando tutta la mia solidarietà all'ottimo Scurati nel puntualizzare la pochezza dell'ex della Argento (sic), la questione mi pare oziosa
o comunque mal posta.
Ma non si raccontava - e questo da uno come Pagani me lo sarei aspettato - che il movimento hippie canta da cigno nell'apocalisse di Woodstock, colonizzazione mainstream dell'incantevole irresponsabilità narcisista flower power? E che punk is dead già al passaggio major dei Clash?
Concludo: tutto ciò che tira, che smuove masse, viene fatalmente intercettato e fatto proprio da chi poi te lo ripropone ma in prevendita.
Sesso, droga e rock 'n' roll non vedo perché dovrebbero fare eccezione, anzi forse sono tra i casi più evidenti di questo meccanismo di commercializzazione della ricerca di sé.
Quindi il discrimine andrebbe fatto semmai tra l'attitudine verso droga, sesso, musica: fuga da qualcosa (realtà, se stessi), ricerca di qualcosa (ancora, una realtà, un sé) o semplicemente, come quel deficiente dai denti marci, garanzia di una poltrona in tv?