Siamo tutti conformisti travestiti da ribelli
Marco Masini - Vaffanculo
In inglese per indicare uno fuori da si dice off - come ci ricorda una fragrante Jennifer Beals ('You Flashdance?') insidiata dall'ego di Moretti.
L'altra sera ad Annozero, mio irriducibile vizietto catodico, anche un non-stupido come Scurati si è andato ad impantanare in un luogo comune che a noantri de sinistra ce piace sempre: nei mitici Sixties ci si drogava sì, ma in modalità off, anti-conformista; o, se volete, autenticamente anticonformista, a differenza della proto-stupida falsezza di quello sdentato vampiro del Morgan Castoldi.
Insomma, farsi ma per allargare le porte della percezione - come citava diligente quella stropicciata "regista" spuntata poi -
e non per impersonare cartonati contestatori fagocitati e disinnescati sul nascere dal Sistema, contro cui avevano sventolato reggipetti e joints.
Ferma restando tutta la mia solidarietà all'ottimo Scurati nel puntualizzare la pochezza dell'ex della Argento (sic), la questione mi pare oziosa
o comunque mal posta.
Ma non si raccontava - e questo da uno come Pagani me lo sarei aspettato - che il movimento hippie canta da cigno nell'apocalisse di Woodstock, colonizzazione mainstream dell'incantevole irresponsabilità narcisista flower power? E che punk is dead già al passaggio major dei Clash?
Concludo: tutto ciò che tira, che smuove masse, viene fatalmente intercettato e fatto proprio da chi poi te lo ripropone ma in prevendita.
Sesso, droga e rock 'n' roll non vedo perché dovrebbero fare eccezione, anzi forse sono tra i casi più evidenti di questo meccanismo di commercializzazione della ricerca di sé.
Quindi il discrimine andrebbe fatto semmai tra l'attitudine verso droga, sesso, musica: fuga da qualcosa (realtà, se stessi), ricerca di qualcosa (ancora, una realtà, un sé) o semplicemente, come quel deficiente dai denti marci, garanzia di una poltrona in tv?
2.3.10
Stay tuned!
28.2.10
25.2.10
Italiano per stranieri
A ogni nuovo scandalo impariamo una nuova espressione. La volta scorsa era "utilizzatore finale". Questa volta è "eventistica danzante".
Tutto ruota intorno alla donna-tangente di cui parla Gad Lerner, " merce di scambio ordinaria fra i puttanieri della nuova classe dirigente".
E tutto si basa sulla doppia morale, per cui si censura un cantante che racconta di aver fumato crack, ma non si trova nulla di scandaloso nel farsi beccare in un festino a base di cocaina. L'aspetto più incredibile, però, è la coazione a ripetere: politici e imprenditori corrotti sanno che rischiano di essere intercettati, eppure continuano a parlare e a comportarsi come se non potesse mai succedere.
Non fanno nulla per nascondere i loro traffici. E non perché siano sciocchi, ma perché sanno che comunque la faranno franca.
Hanno capito che metà del paese li ammira, e l'altra metà è così sfinita da non avere più la forza di aprire bocca.
Giovanni De Mauro - Internazionale
11.2.10
Se fa presto a di'...
Quando sento che tolgono i danari alle scuole, alte e basse, non è che mi addolori troppo.
Vuoi perché quelli si lamentano e intanto fanno più vacanze di uno Iacocca ('Splendideee, splendidiii!');
vuoi perché rischierebbe di lavorarci una Annanale (non meglio identificata) o, anche se qui siamo nel campo della fantapornoanarchia,
un equivoco figuro come il sottoscritto (no, dico: mandereste mai le vostre figlie, dopo aver comprato la classica automobile, tra grinfie simili?); vuoi perché vai a fare un esame e quella dannata cariatide accademica ti si accende una bella sigaretta in faccia senza manco sprecare un 'Disturba il fumo?' Vabbé che non avrei mai avuto la presenza di spirito paterna per replicare 'Il fumo no, ma il tumore sì', però... eccheccazzo!
5.2.10
Ma cosa sta dicendo!
Giorgio Bocca sostiene che se potesse strozzerebbe l'avvocato Ghedini.
L'avvocato Ghedini sostiene che certe esternazioni istighino all'odio.
Il sottoscritto sostiene che non istighino proprio a niente: gli anti restano anti e i pro pro.
E se anche qualcuno avesse lo slancio di cambiare squadra, non so quante forze gli resterebbero, poi, per mettersi pure a odiare.
Confronti come quello di ieri, con un Bocca stancamente savonaroliano contro un Ghedini odiosamente professionale, al di là degli effetti sull'ultima fatica editoriale del primo, credo servano solo a regalare a certe canaglie ampi spazi per le loro esposizioni di civiltà a caro prezzo: pagato, nella circostanza, da quella che è stata una indiscutibile penna pensante.
Che forse dovrebbe iniziare a pensare meglio le proprie sortite nella piazza del mercato.