16.4.07

Vive la boirnarde (qui plaît à tout le monde)


Il pasticciaccio brutto è datato primo aprile,
ma purtroppo di burla non si è trattato.
(Per quanto i pesci, in qualche modo, potrebbero entrarci...)
La solare, generosa, botticelliana venere Melissa Wilson,
nota al mondo come Eve Lawrence - o Envy- ,
nativa di Queen Ann, Maryland, annuncia la sua dipartita
dalle scene cinematografiche alla tenera età di 22 anni.
Avare le parole, in simili circostanze.
Doveroso, però, un estratto dai quasi 70 lavori collezionati
in tre soli, fugaci anni di carriera:

Babydoll bodyguards
Big boob volleyballers
Don't tell daddy!
Hey boys, I'm legal!
Melon mania
Pool party
Sex therapist
Spice hotel

Ed un sentito ringraziamento per le ore di schietta letizia dispensate,
con la generosità che l'ha sempre contraddistinta,
a milioni di inconsolabili ammiratori.

15.4.07

Nuje simmo serie...appartenimmo à morte!

" Tè 'na faccia 'e Napule, Totò.
Napule che ride, Napule che chiagne...

Tu sì 'o popolo 'e Totò."


Antonio Griffo Focas Flavio Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio,
per tutti noi Totò. Nato a Napoli, Rione Sanità, il 15 febbraio 1898.
Morto a Roma il 15 aprile 1967.

Insieme con il maestro Pasolini, come amava chiamarlo
con rispetto ed ammirazione lui,
Totò resta per me uno degli incontri più ricchi di umanità,
più cari al cuore ed alla ragione, più vicini nella lontananza.
E credo fosse destino - la firma di dio alle vite di noi atei -
che due umanità come le loro si incontrassero.
Per lasciare al loro popolo, ai loro orfani, quel "cuore assoluto della poesia
della vita macellato dai loro corpi buono da mangiare per mille anni."



14.4.07

Insieme in cielo


"Tra mia madre e mio padre c'era un amore riservato.
L'augurio che si facevano reciprocamente era: Insieme in cielo."

I giorni del vino e delle rose, Blake Edwards, 1962.

Probabilmente, nella schiera di famigerati cinefili/cinofili (a proposito, ma avete
visto che super ciccissimo terranova ci ha allietato la pasquetta?), arrivo in inqualificabile ritardo su questo capolavoro del papà di Hollywood Party.
I giorni del vino e delle rose è il classico film che sai a priori essere un capolavoro
ma che, prevedendo la mole di fazzoletti che consumerai, procrastini all'infinito.
Personalmente ne avevo sentito parlare per la prima volta in "Non è successo niente", altro struggente gioiello di (ex?) ubriacone geniale quale Tiziano Sclavi.
Mi ci sono voluti otto anni, ma finalmente qualche giorno fa, complici le meraviglie del Muletto (non quello col volante..), mi sono fatto forza ed ho appollottolato il mio buon mezzo chilo di Toffly, versione da discount dei Tempo (..Mi danno una percentuale, chiaro.)
Che altro dire? Vedetelo se, come il sottoscritto, siete ancora vergognosamente ignoranti. Rivedetelo se, sempre come il sottoscritto, la demenza senile comincia a tiranneggiare i neuroni. Due interpreti incredibili - statuetta ad entrambi, quando forse valevano qualcosa... -, un'atmosfera crepuscolare à la Capra che legge Leopardi,
una leggerezza di tocco che schiva elegantissima ogni patetismo d'accatto, un finale che... Be', come ammiccherebbe allusiva la burrosa Folliero, buona visione!

12.4.07

Papà è di Zara!



Inverno '97. (Tragica) area camping del boschetto di S. Eufemia.
Cinque maturandi classici di ancor belle speranze, tal Valdoni, La Signora, Nane, Vilco e Cherlo, nell'atto di officiare un rito in onore del dio Bacco, vengono sorpresi, danzanti ed urlanti al cospetto di un bambinello di rosso tollese, da integerrimi presidiatori dell'ordine costituito.

GENDARME (esaminando sospettoso il documento del Cherstich Luca)
- Ma 'sto cognome..Cèrsic...Ma sei italiano, tu?
IL CHERLO (espressività di sale, degna del migliore Acerbo)
- Scì.
GENDARME
- E allora, perchè 'sto cognome?
IL CHERLO (impassibile e perentorio come pochi, viste anche le circostanze)
- Papà è di Zara!

11.4.07

Grazie Roma!

"Anche quando il cielo s'è stancato d'essere azzurro,
non chiudere mai l'oblò della speranza."

Mi dispiace per le solite malelingue tramanti nell'anonimato, ma noi non ci nascondiamo.
Anche nei giorni della sconfitta, nelle albe livide, non rinneghiamo niente.
Mica siamo il Milan, noi. Dove si abbandona la nave che affonda e si cerca il capro espiatorio di turno.
La lezione è stata magistrale, chi lo nega? Inutile azzardare analisi tecniche: c'hanno preso a pallate. Per novanta minuti. Erano più forti. Molto.
Si poteva limitare la goleada? Forse. Se ne potevano prendere 10 - come profetizzò dopo il primo un menagramo unitosi al tavolo mio e del buon Valdo -? Certo.

Restano immutati il rispetto e la stima immensi per una squadra ed un allenatore che hanno regalato al popolo giallorosso un sogno.
E, spero, la voglia di continuare a sognare senza temere gli incubi.
Magari di poterla rigiocare, un giorno, quella partita.

E di cambiarne il risultato, stavolta, come nelle parole del capitano.

Ancora una volta, Grazie Roma!